Liam Gallagher: “La fine degli Oasis? A MTV Unplugged 1996, quando scoperchiai il vaso di Pandora”

Intervistato da Jo Whiley per BBC Radio 2, Liam Gallagher ha raccontato che “la fine degli Oasis” per lui coincide con il concerto per MTV Unplugged alla Royal Albert Hall dell’agosto 1996, quando diede buca a causa di un mal di gola, consentendo al fratello Noel di prendersi la scena.

“Ad essere onesti la sera prima avevo bevuto troppo e avevo mal di gola”, ha detto Liam. “Avrò pensato: ‘Sai che ti dico? Non vale la pena sottoporre queste persone a questo spettacolo triste di me che grido e urlo. Non sarà bello come pensavo. Il fratellone è disponibile a farlo’. Così l’ha fatto lui”.

“Ha detto di recente che quella cosa gli ha messo molta pressione addosso? A lui è piaciuto molto, amica. È stato allora che ho scoperchiato il vaso di Pandora e ho fatto uscire il genio dalla lampada. Appena ha fatto quello, lui ha pensato: ‘Oh, so fare questo!’. Penso che sia stata quella la fine degli Oasis. Penso abbia fatto un buon lavoro. Ho assistito all’esibizione dalla balconata, continuando a bere …”

“Se mi pento di quello? No, non mi pento di nulla. Le cose succedono, no? Se inizi a pentirti di tutto e cominci a tornare indietro nel tempo poi non è giusto, capisci? Certe cose succedono, no? Sono onesto, amica. Se fossimo tutti perfetti penso che sarebbe molto noioso, capisci? Sono uscito e forse mi sono sballato e forse ho bevuto troppo, ma penso comunque di essermene scusato subito dopo. No, non mi pento di nulla”.

Ascolta qui l’audio completo dell’intervista rilasciata da Liam a Jo Whiley.

Liam paragona la moglie di Noel a Putin

Liam Gallagher ha colpito ancora una volta la moglie di Noel Gallagher, paragonandola al presidente russo Vladimir Putin. La relazione gelida della coppia ha toccato l’apice all’inizio di quest’anno, quando Liam ha detto che la moglie di suo fratello, Sara MacDonald, è stata la ragione per cui gli Oasis si sono separati. Ora, lui la colpisce ancora una volta. “Ho avuto una grave infezione al torace da Parigi”, ha twittato, “non molto tempo dopo che Sara mi ha augurato la morte”. Quando i fan hanno chiesto perché stava portando in causa la moglie di suo fratello, Liam ha risposto: “Ho bisogno di far sapere al mondo che lei è lì al livello di Putin”. Ha continuato: “È la ragione per cui gli Oasis non sono più – lei è oscura. Facendo il punto su una storia dei giorni degli Oasis, ha scritto: “Stavamo per andare in tour negli Stati Uniti, ha rubato il passaporto di Noel. È venuto a piangere alla mia porta, lei è proprio oscura”. Le liti sono continuate in una recente intervista, in cui Liam ha affermato che Noel è “alla disperata ricerca di riavere gli Oasis, ma sa che ha attraversato il limite e non gli è permesso, la sua signora non glielo permetterà ora”.

Source: NME

Inizia il tour in Sud America

Mercoledì 14 Marzo inizierà il tour sud americano di Liam Gallagher, che farà tappa anche a Buenos Aires, Lima e a San Paolo per il Lollapalooza Festival.
14 Marzo, Teatro Vorterix, Buenos Aires, Argentina, SOLD OUT
14 Marzo, DirectTV Arena, Buenos Aires, Argentina
17 Marzo, Lollapalooza Buenos Aires, Argentina
18 Marzo, Lollapalooza (Chile), Santiago, Chile
21 Marzo, Club Audio, Sao Paolo, Brazil
25 Marzo, Lollapalooza Sideshow
São Paulo, Brazil
27 Marzo, Parque de la Exposicion, Lima, Peru

Video: Liam Gallagher intervistato dai bambini (sub ITA)

Liam Gallagher verso il nuovo album ‘ Sarà un disco punk rock’ Da aprile in studio

Il seguito di “As You Were”, il debutto da solista del più piccolo dei fratelli Gallagher, non dovrebbe farsi attendere troppo. Qualche anticipazione a proposito Liam Gallagher l’ha già data, svelando, in primo luogo, nel corso di un’intervista con il settimanale britannico NME, che l’inizio del lavoro in studio per dare forma al nuovo album è previsto per i primi giorni del mese di aprile. Quanto alla natura della sua prossima fatica, l’ex Oasis ha dichiarato:

Sarà un po’ più ritmato. Un po’ più sfacciato. Meno apologetico. Mi piacerebbe fare un vero e proprio album punk rock – un po’ Sex Pistols, un po’ Stooges. Posso ingranare quella marcia; posso certamente cantarle.
In una precedente chiacchierata con NME il cantante inglese, interrogato sui suoi progetti futuri, aveva detto di voler fare buona musica “con un’atmosfera rock’n’roll”, sottolineando di non voler assolutamente approdare al “pop cosmico”, lasciando trapelare un’allusione alla direzione presa dal fratello Noel con il suo ultimo “Who Built The Moon?”. Questo 2018, Liam se lo aspetta in ogni caso con ritmi meno serrati di quello passato: “Lo scorso anno è stato mega, quindi se tutto va bene possiamo semplicemente andare avanti e fare qualche festival, andare in studio e fare un po’ di più – ma ci sarà meno pressione”, ha spiegato il già Oasis e Beady Eye.

A proposito di festival, concentrandoci su quelli più seguiti dal pubblico italiano, Liam si esibirà come headliner all’edizione 2018 dello Sziget Festival ungherese, oltre ad essere presente sul palco degli I-Days di Milano il prossimo 21 giugno per il suo unico set estivo nel Belpaese.

fonte: Rockol

Liam Gallagher ha conquistato Milano in meno di 30 secondi

Di solito quando un concerto dura meno di una partita di calcio è un problema. Ma non per Liam Gallagher, l’uomo immune da ogni dubbio su se stesso. Lui si è dato una missione: ritrovare un pubblico. È quello che gli è mancato di più da quando non esistono più gli Oasis, la vibrazione aggressiva che gli arriva da una folla di persone a cui non frega niente altro che di perdersi dentro un’ondata di volume e una melodia semplice, che lui si sente chiamato a scaricare dentro a un microfono cantando senza tecnica, affidandosi al puro istinto e alla personalità.

Perché l’unica misura possibile del successo per Liam Gallagher è la rivendicazione di uno stile che lui stesso ha definito “No-nonsense”, è un codice di appartenenza, una declinazione musicale della filosofia da stadio britannica: stand your ground. Per questo, anche se la sua attesissima prima data solista in Italia è durata meno di 90 minuti, lui aveva già vinto dopo trenta secondi, più o meno alla fine della prima strofa di Rock’n’Roll Star.

«Sono come un pugile che sale sul ring» aveva detto qualche mese fa a RS in occasione dell’uscita di As You Were, l’album che lo ha lanciato al n.1 in classifica in Inghilterra e nel 2017 ha segnato il record di vendite in vinile, «L’unica differenza è che io combatto con le mani dietro alla schiena perché non ho bisogno di colpire la gente per stenderla. Mi basta cantare». Durante il concerto al Fabrique di Milano Liam non sorride mai, non parla con il pubblico e non si slaccia mai la giacca con il cappuccio che tiene abbottonata fino al collo come se fosse sempre fuori dal pub o sulle gradinate dell’Etihad Stadium (lo stadio del Manchester City) e non sbaglia un attacco. Canta come non ha mai cantato in vita sua ed è accompagnato sul palco da una band di professionisti (tra cui il bassista dei Babyshambles Drew McConnell e il chitarrista Jay Mehler che oltre ad essere membro della tour band dei Kasabian è anche sposato con la figlia di Ringo Starr) che suonano meglio di qualsiasi versione degli Oasis mai esistita. La sua forza è sempre stata l’assenza di qualsiasi accenno di approfondimento o anche minima speculazione su quello che fa.

Anche adesso che ha compiuto 45 anni, con un misto di presenza scenica e strafottenza Liam Gallagher vive, interpreta e rappresenta tutto in maniera istintiva, senza farsi domande su niente: il rock’n’roll e la sua evoluzione, il ruolo delle band nella società britannica, le canzoni che diventano patrimonio culturale, la fede calcistica (tifa Manchester City come se fosse una necessità), persino le canzoni e il loro significato. «Non so suonare niente, il mio strumento è la voce» ha detto in un’intervista durante le date sold out dell’ultimo tour inglese. «Per tutta la vita ho cantato canzoni scritte da altri. Il punto è che quando ci metto le mani sopra le canzoni diventano mie. Le trasformo. Come faceva Elvis». C’è qualcosa di irresistibile nella sua strafottenza e nella sua presenza scenica.

L’idea che Liam vuole trasmettere al pubblico che ha finalmente ritrovato grazie alla voce intatta e alle canzoni cucite addosso su misura da un team di autori guidato da Greg Kurstin (da Wall of Glass a Greedy Soul alla splendida ballad Paper Crown), oltre a quelle che suo fratello Noel ha scritto quando aveva 25 anni, è che lui si trova lì, al centro del palco con le mani dietro alla schiena, perché qualcuno ci deve stare. E non può che essere lui, il capo della gang dei parka monkeys: «È come se qualcuno avesse tirato un fumogeno in mezzo alla gente» ha raccontato ai giornali inglesi, «Tutti scappano, e quando il fumo si dirada ci sono solo io, in piedi che grido: “Fatevi sotto, stronzi!”».

Il pubblico è con lui prima ancora che esca sul palco: «Liam! Liam! Liam!» si alza un coro da stadio sempre uguale, da Cardiff a Madrid. È uno dei pochi a scatenare in concerto un’energia nervosa, a catalizzare rabbia intorno ad una scaletta di canzoni costruita sull’attesa di un ritornello, di una strofa liberatoria non solo per una generazione di nostalgici ma per chiunque, come lui, non abbia bisogno di cercare nella musica rock niente di più di quello che ti può dare.

«Non ci si può sempre aspettare un miracolo dalle canzoni rock» ha detto. A tutte queste persone Liam Gallagher dà esattamente quello che vogliono: le strofe di Rock’n’Roll Star e Morning Glory per toglierti il fiato in apertura del concerto, otto canzoni da As You Were, il ritornello di Some Might Say, la doppia melodia di Slide Away poi Be Here Now e Wonderwall e il finale in cui sale sul palco anche Bonehead, l’amico di sempre di Burnage che ha fondato gli Oasis con lui, per Cigarettes & Alcohol e Live Forever. Il concerto dura meno di una partita di calcio, è vero. Ma in una partita ci sono le interruzioni di gioco, le simulazioni, e i momenti in cui le squadre difendono il risultato. Liam Gallagher invece non sa fare altro che attaccare.

fonte: Rolling Stones

Liam: “La moglie di Noel la ragione per la quale gli Oasis non esistono più”

Liam Gallagher

Liam Gallagher tira in mezzo all’eterna discussione con suo fratello Noel la moglie di quest’ultimo, Sara MacDonald. Il più piccolo dei fratelli Gallagher si è tolto qualche sassolino dalla scarpa e su Twitter ha pubblicato più di un tweet al vetriolo indirizzato proprio alla cognata, definendola pure una strega.

In un tweet Liam ha accusato la moglie di Noel di essere stata tra le cause dello scioglimento degli Oasis:
“Lei è il motivo per cui gli Oasis non stanno più insieme. Devo dirlo. È oscura”.
In un altro tweet, poi, il cantante ha raccontato:

“Stavamo per andare in tour negli Stati Uniti [con gli Oasis], ma lei ha rubato il passaporto di Noel e lo ha stordito per una settimana. Noel è venuto a piangere alla mia porta”.

I tweet di Liam sono una risposta ad alcune recenti dichiarazioni di Sara MacDonald, che qualche giorno fa era intervenuta pubblicamente commentando quanto riferito da suo cognato in un’intervista: “Non me ne frega niente se Sara, Noel o sua figlia sono attaccati dai troll sui social”, aveva detto Liam. Una frase che la MacDonald non ha mandato giù: “Spero che sarai morto quando i miei figli saranno sui social”, ha risposto lei.

Source: Rockol.it

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