Liam Gallagher a Finsbury Park

{CAPTION}

Ogni concerto di Liam Gallagher è un calderone di sensazioni. Le pinte volano in ogni direzione e i bagliori illuminano il cielo, ma questa sera è davvero grandiosa: il culmine di una carriera solista che lentamente costruisce il ringiovanimento di uno dei più caratteristici, più amati frontman della Gran Bretagna . Il tempo non fa nulla per smorzare l’atmosfera – è un caldo torrido venerdì sera nel Finsbury Park di North London. Liam si precipita sul palco per le iconiche note di apertura di “Rock’n” Roll Star ‘. Si intuisce dall’esplosione della folla : il suono si sposta a malapena fino a metà strada nel vasto campo. Ci si rende conto che ha fatto un buon lavoro, quando l’80% di quello che interpreta stasera gli viene recitato parola per parola: ogni pezzo degli Oasis – dalla grandiosa ‘Slide Away’ ad una rara uscita di b-side ‘D’Yer Wanna Be A Spaceman? “(Il primo dal 1996, appunto) – sono cantati da Liam all’inizio e poi proseguiti solo da canti, chitarre e batteria a malapena udibili. Sarebbe un disastro se le canzoni non fossero così apprezzate e risuonate con tale convinzione. Stasera, però, è una vetrina di Liam Gallagher lo showman: un uomo che sa esattamente cosa vuole la folla e procede senza freni , inno dopo inno. Un encore semplicemente biblico inizia con “Supersonic” -appena udibile ma urlato di nuovo con adorazione – prima di strappare una favolosa “Some Might Say” e “Cigarettes & Alcohol”, entrambe con il sostegno del chitarrista degli Oasis, Bonehead. ‘Live Forever’, ‘D’Yer Wanna Be A Spaceman?’ E ‘Wonderwall’ chiudono il concerto – tutte casuali, come le canzoni cantate dalla gente che continuano a risuonare fuori dal parco, lungo la strada fino alla stazione della metropolitana e nella notte …
{CAPTION}